www.beatriceniccolai.it

.
(memorie di una buona a nulla)




mercoledì 1 giugno 2011

l'ombra del cercare

Mi ritrovai alla fine di un pensiero,
seduta in disparte,
già di spalle all'estraneo
che credevo di conoscere.

Di spalle va e viene il tempo,
qualche volta piove sulla solitudine:
i sospetti riscaldano l'aria
ed evapora la pioggia.

I colori arrivano d'imporvviso
in stagioni senza tempo,
scolorite per eccesso di memoria.

I piedi del viandante
provano amore
anche per la capigliatura d'un albero.

L'ombra del cercare
ristora il viaggio
dei cercatori di coralli
che hanno le mani impigliate
fra le radici e le zolle di terra.




venerdì 20 maggio 2011

.sono anni ormai.

Sono anni ormai.

Giorno dopo giorno,
un tempo sempre fertile di donna.

Il sangue mi è testimone.

Ed ho passato lunghe notti in corsia
a farmi tamponare il cuore.

Fuori
la vita correva fra la strada e i marciapiedi,
fuori ha nevicato silenzio
ed hanno ombreggiato gli alberi,
il sole.

Sono anni
che piove sempre dalla solita grondaia,
lontano dai limoni,
lontano dagli odori del mare.

Sono anni che condanno l'Amore
per non avere colpa
se non quella di Amare,
il barcollare senza meta

della Tua ombra.

giovedì 19 maggio 2011

per noi

Per noi

che guardiamo gli alberi

e ci innamoriamo

delle foglie cadenti

perchè inciampano come noi

anche sull'aria.


Per noi

che vinciamo solo da perdenti

e sappiamo ridere

dei giochi di luce riflessi

delle onde

senza l'incauto bisogno di sconfiggerle.


Per noi

che preghiamo in silenzio

perchè neanche la voce

diventi urto

o offesa al silenzio,

per noi

che ci addormentiamo

con sogni vivi

mentre quella metà del nero

che ci divora o ci manca,

si placa.


Per noi

è quella preghiera silenziosa

che non ha niente da consacrare

perchè l'offesa

- mentre fioriscono gli alberi -

ci ha già perdonati.



Beatrice Niccolai

giovedì 27 maggio 2010

dopo l'amore

Ridere.
Ecco quello che ci rimane
dopo l'amore.

Dopo le brevi giornate di neve,
dopo quel prima in cui
tutto era
un silenzioso cielo senza stelle
e noi solo la breve capacità
di starci.

Anche d'inverno
dormono ai piedi del sale, le conchiglie;

tutto tace
come protetto dal silenzio
perchè nessun rumore
disturbi i sogni.

Simultaneo come uno sguardo,
l'Amore stava arrivando.

Ridere,
quasi per lo stupore
di quella visione
protetta da un ciuffo di capelli
dietro il nostro guardare.

martedì 6 gennaio 2009

solitudini composte

Da qui a sera
avrò tempo per dimenticarti,
o tutto il tempo
per uccidermi in un ricordo.

Da qui a sera,
saranno ore di primavera,
di solitudini composte
come fosse vero che eri e sei
il tempo che non torna.

Un pensiero a forma di te
muove, come fosse vento,
i rami e le foglie.

Starti dentro in eterna distanza,
osservarti andare
mentre io, solo per sopravviverti,

a me,
solo a me,

nel silenzio della pietra
e nel dove dell'acqua
ritorno.

Osso di noce fra le onde

Chissà con quale sguardo
mi guarderò piangere
e con quale prontezza saprò raccogliermi.

- Osso di noce fra le onde -

Sarà preghiera assoluta
e senza presenze
anche il silenzio.

Filare d'uva bianca
si nasconde nella nebbia
ai piedi della montagna.

sabato 24 maggio 2008

anima in me

Anima che non ti ribelli
alle scie degli aereoplani,
che attraverso me,
attraversi oceani e abissi.

Non rispondi alle domande del mondo
ma interroghi me ogni giorno.

Me, che sono molto meno
del più vicino niente.

In te abito il destino,
questo sconosciuto compagno
a cui ogni giorno dò dei figli.

- Figli di nessuno, diranno. -

Saprai in me,
trattenere il vento che muove
fili d'erba e i miei capelli mai legati
e troppo liberi

di donna?



Beatrice Niccolai

lunedì 19 maggio 2008

Sulla lama del tuo rasoio

Sei in me,
al di là delle apparenze
dove il sogno
è l'eterna vittoria di chi è sconfitto.

Vivere è una vertigine
come camminare scalza
sulla lama del tuo rasoio

e sentire sotto ai piedi,
l'ebrezza che dà
il camminare a piedi nudi sull'erba.

Un volo lungo una vita
e non sentirsi mai pronti
per il decollo.



Beatrice Niccolai

sabato 26 aprile 2008

una costola di fango

Ci sono silenzi
che abitano le cose
e sbocciano nelle vite in fiore.

Attraversano le strade che conosci
e che non percorri;
risiedono nel segreto della luna
e fra i rami del gelso
diventano odore.

Ci sono silenzi
che coprono le notti
lasciando scoperti solo i fianchi.

Rimangono
i passi di Dio a fare eco al silenzio,
dove tutto ci riporta
come trascinati dallo stesso discorso,
alla genesi d'un giorno

dove una donna in ginocchio sul tempo,
piangendo sulla terra arida

ha creato
una costola di fango.




Beatrice Niccolai

lunedì 21 aprile 2008

il libero fiorire di un prato selvatico

Ti dicevo:
"ora mi tuffo in mare che voglio cogliere un fiore"


Capire il mondo dei poeti
è scendere negli abissi
e lì iniziare a correre come fosse la più estesa delle praterie.

Il poeta sempre vero
non ti svelerà mai il suo più alto segreto,
anche se tu lo condannerai
all'infamia della bugia,

E' già morto troppe volte
perché tu l'uccida.

Sembra che si perda nel mare mentre si lancia
e dove tu increspi le onde,
farà riemergere dal più nero degli abissi,
il libero fiorire di un prato selvatico



Beatrice Niccolai

mercoledì 16 aprile 2008

un peccato vestito di bianco

C'è stato un giorno,
- di quelli che non sfuggono al calendario della vita -
in cui ho afferrato un suono
- era per strada forse -
uno di quei suoni antichi come la dolcezza.

Mi sono afferrata per le labbra
una parola
- di quelle faticose da trascinare su per le salite -
e l'ho chiamata Speranza.

Ancora oggi,
quando mi porto a pascolare la vita,
è lei il mio cane.
Abbaia alla luna anche di giorno.

Dietro la collina
nasce ancora oggi
dal nero del mio manto

un peccato vestito di bianco.


Beatrice Niccolai



martedì 1 aprile 2008

nel volo selvatico delle anatre


Certe sere
vesto tutta la nudità dei miei anni.

Sono la verità
di un albero spoglio
e una promessa che porto con me
da prima che iniziasse
l'eterno.

Certe sere
sento tutto il male del vivere,
come una fatica
che non riesco a sopportare,
come un'antica promessa
da mantenere.

.
Nel volo selvatico delle anatre
s'alza come distratto dal rumore nel canneto
un altro giorno.



Beatrice Niccolai




venerdì 28 marzo 2008

antiche distanze

Rimango non distante
dall'ultimo sguardo,
quello che ha mille specchi rotti
sotto lo scrìcchiolare dei giorni.

Una parola richama l'eco
per appellarsi ancora
ad antiche distanze.

Dentro la quiete
disegna cerchi
la pelle liscia d'un sasso.


Beatrice Niccolai

lunedì 17 marzo 2008

altre solitudini

Siamo già altre solitudini
quelle che ingannano il tempo,
contando gli attimi di pioggia
riflessi sulla strada.

Arriverà anche per noi,
il suono a festa di una campana,
arriveranno i bambini con una buona notizia.

Racconteranno
di un albero del pane per chi ha fame;
diranno di condanne
per chi calpesta le ombre e il loro sole.

Giocheranno per le strade
di nuovo a richiamare vita,
con la voglia di un aquilone.

Noi siamo già altre solitudini,
quelle che si incontrano per strada,
si bagnano la vita nella pioggia
e incorciano la brevità di uno sguardo

in una pozza.


martedì 5 febbraio 2008

terra di confine

Siamo come per gli oleandri,
la terra di confine.

Quanta fatica si annidia nel divenire
senza mai percepire
la linea sottile che divide il prima e il dopo
dal tempo che si forma
come in un utero,
nella stanza.

E' la fatica del chiarore dell'alba
dopo lunghe notti senza stelle
e un pensiero si fa clandestino
come l'urlo di un'apologia d'appartenenza.

Ha tende brevi come la vita,
la mia stanza.



Beatrice Niccolai
terra di confine

domenica 3 febbraio 2008

esisto

Esisto.

Me lo ricorda ogni giorno
la Tua assenza.

Quella in cui
abbracciata a me,
io ti cerco.

Con una nota incisa
sul pentagramma del silenzio
cigola l'altalena fra due siepi.

Alloro.

Nella narice della sventura,
l'essere di tutto quel che sono,
un mezzo tono sopra la vita,
un mezzo tono sotto la tua vicinanza,

Nulla che ricordi o presagisca
l'apologia di un incontro
o l'infedeltà del sogno

Nebbia

Come un'alba d'inverno
che aspetta solo di divenire.




Beatrice Niccolai
'esisto'




lunedì 28 gennaio 2008

Nuestras nujeres

Nuestras nujeres sonos nosotras
Y todo aquéllo que nos contiene
Neva el dor de blanquerta lavada a manoen el escitorio de los secretos.

Nuestras nujeres son girasoles en flor
En la batalla de los dies
Y dor de ropa fresca y limpia
Aùr tendida aptera, después de la puesta del sol

Nuestras nujeres sonos alianza collada
Establecida con la vida
La tenaciad, la dulzura, los errores.

De nuestras nujeres yo soy la errante.

Nuestras nujeres
Hablanos idiomas distintos
Alrededor de la misma mesa
Pero en la ingle ininterrumpida de Dios
Lavadas en la misma aguas des Jordàn, dentro,
cada una mojada por un color distinto

juntas
Nuestras nujeres formamos
Una bandera





Nuestras nujeres
Beatrice Niccolai

tradotto dall'anonima D.

domenica 20 gennaio 2008

per sola forza di disperazione

C'ingraviderà ancora,
per molti secoli ancora, la pazienza
e partoriremo nel'eterna attesa,
nuovi giorni.

E' lì che il delirio delle assenze
genera luci di speranza.

Tutto mi parla di Te.
Tutto. Anche il silenzio del silenzio.

Nelle mani,
come abbracciare il figlio o proteggere la donna,
si forma dal nulla,
per sola forza di disperazione,


il mondo.


Beatrice Niccolai
per sola forza di disperazione

martedì 15 gennaio 2008

preghiera donna

Si districano nelle mani
i nodi che hanno nel cuore e nei capelli
le donne.

Ad ogni nodo che non si scioglie
si rafforza l'impercettibile preghiera
che non conosce sole.

Le più belle preghiere
le cuciono intorno alla speranza,
con premura, le donne.

Poi le indossano con dignità
quando attraversano i loro silenzi
per andare in riva al cuore
a lavare i panni.



Beatrice Niccolai

sabato 13 ottobre 2007

non disturbare i sogni

Non disturbare i sogni
che hanno la vita d'un giorno,
che si svegliano quando il resto dorme.

In una mollica di pane
il risveglio del piccione sulla grondaia
dove ha fatto il nido

anche l'ultimo discorso



Beatrice Niccolai
"non disturbare i sogni"